Nel 2018 Aviva ha pagato un sinistro ogni...4 secondi | Aviva Italia

Nel 2018 Aviva ha pagato un sinistro ogni...4 secondi

Nel 2018 il Gruppo Aviva ha pagato nei 14 paesi in cui è presente un totale di 8,3 milioni di sinistri, che equivale al 98% delle richieste ricevute.

Nel 2018 il Gruppo Aviva ha pagato nei 14 paesi in cui è presente un totale di 8,3 milioni di sinistri, che equivale al 98% delle richieste ricevute.

Ci teniamo ad essere trasparenti per conquistare la fiducia dei clienti e rassicurarli sul fatto che siamo al loro fianco quando ne hanno la necessità. E questo dato lo conferma.

 

“Lo scopo delle assicurazioni è quello di essere accanto ai clienti nel momento del bisogno. È un punto fondamentale della nostra attività. Siamo determinati a rendere il processo di richiesta di indennizzo il più facile, veloce e semplice possibile” ricorda Maurice Tulloch – CEO Gruppo Aviva.

 

PERCHÉ IL 2% DELLE RICHIESTE VENGONO RIFIUTATE?

Questa piccola percentuale di richieste di indennizzo rifiutate è dovuta principalmente a mancanza di documentazione a supporto, mancata comunicazione di informazioni rilevanti in fase di sottoscrizione oppure frodi.

Altri sinistri invece non vengono indennizzati perché il cliente pensa di avere un livello di copertura che invece non ha. Su questo punto vogliamo certamente intervenire.

 

RISCHIO NON COPERTO

Il motivo più comune per cui rifiutiamo una richiesta di indennizzo è la presenza di una discrepanza tra ciò che i clienti ritengono che le polizze sottoscritte coprano e quello che effettivamente è incluso. Stiamo già lavorando per rendere più chiaro e semplice il linguaggio dei nostri contratti, nel frattempo incoraggiamo i clienti ad approfondire che cosa include la polizza in fase di sottoscrizione, evitando quindi sorprese. I clienti possono anche chiamarci in qualsiasi momento per verificare la loro copertura.

 

MANCATE COMUNICAZIONI

Non possiamo accettare sinistri relativi a rischi di cui non eravamo a conoscenza, per questo rifiutiamo una piccola percentuale di richieste a causa di una condizione preesistente che il cliente non ha comunicato in fase di sottoscrizione della polizza. Un esempio sono le dichiarazioni sullo stato di salute inesatte. La raccomandazione è quella di leggere attentamente le domande del questionario sanitario a cui si sta rispondendo e nel caso di dubbi dichiarare eventuali patologie pregresse.

 

MANCANZA DELLA DOCUMENTAZIONE A SUPPORTO

A volte non possiamo accettare richieste di indennizzo perché non possiamo verificarle. Ci stiamo attivando per semplificare e accelerare il processo per aprire un sinistro, ma è ancora necessario che i clienti presentino la documentazione per dimostrare la validità della richiesta. Che si tratti di prove di un incidente o di una copia di una fattura da rimborsare, non possiamo pagare se non riceviamo i documenti pertinenti.

 

FRODE

Abbiamo tolleranza zero per le frodi. Rilevando ed evitando di pagare richieste fraudolente, aiutiamo a mantenere bassi i premi per i clienti virtuosi.

 

IN ITALIA

In Italia la maggior parte dei sinistri ricevuti è legata a polizze casa o auto.

Siamo al lavoro per semplificare il processo di gestione dei sinistri. In particolare, ci stiamo attivando per:

  • Ridurre la documentazione necessaria in fase di apertura del sinistro
  • Attivare il servizio di video perizia per i sinistri più frequenti, ovvero auto e casa, in modo da ottimizzare la gestione del tempo del cliente e velocizzare il pagamento dell’indennizzo
  • Arricchire i servizi di MyAviva, l’area clienti dedicata dove controllare lo stato del sinistro, oltre che visualizzare le polizze sottoscritte e consultare la documentazione.

 

Lato assicurazioni sulla vita, segnaliamo la casistica delle polizze “dormienti”.

Spesso chi stipula un’assicurazione sulla vita non informa il beneficiario designato e non fornisce i contatti dello stesso alla Compagnia. Il beneficiario quindi non procede con la richiesta di incasso e la Compagnia non può contattare lo stesso per informarlo.

Attualmente la legge prevede che dopo 10 anni dalla scadenza della polizza la Compagnia debba versare le somme non riscosse al Fondo destinato a risarcire i risparmiatori vittime di frodi finanziarie costituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per mitigare il rischio di dormienza suggeriamo di informare i beneficiari designati dell’esistenza di polizze a loro favore, di indicare gli stessi in forma nominativa (nome e cognome) e di fornire alla Compagnia eventuali contatti (es. numeri di telefono ed email).